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Benvenuto nella sezione NOVITÀ dell´ OSPEDALE CLASSIFICATO "VILLA SALUS"














































 In occasione della visita pastorale di S.E. il Patriarca Angelo Scola, nell’ambito della struttura è stata allestita una mostra temporanea titolata Il Bene e il Bello: i luoghi della cura; un ideale quanto didascalico percorso storico che, attraverso i secoli, ridisegna l’origine, l’evoluzione, la storiografia dei luoghi di cura, dall’antichità all’epoca contemporanea.
 L’idea dell’esposizione si fonda sul concetto di armonia, elemento trainante dell’antichità classica greca e romana. Nel termine, in questo caso, risiede una specifica doppia valenza: estetica, facilmente riscontrabile non solo nell’architettura con simboli come il Partenone e il Colosseo ma anche con la costruzione di siti termali quali luoghi di benessere; ed etica, che si sintetizza nella nota locuzione latina « mens sana in corpore sano ».
 Ma Il Bene e il Bello deve essere inteso anche come veicolo del concetto cristiano: il bene fruito dalle persone bisognose è il bello che si riverbera in chi si prodiga proprio per il prossimo.
 L’itinerario storiografico proposto origina dall’antico Egitto, in cui l’Arte Medica affondava le radici nella magia e nell’esoterismo; transita per la Grecia classica, in cui compare una Medicina più razionale grazie alla scuola di Ippocrate; arriva all’Impero Romano, con il primo hospitas dedicato alle cure di soldati e schiavi - forze motrici dell’Impero - fino all’avvento del Cristianesimo che, basandosi sul principio di sussidiarietà, tutela indiscriminatamente - ieri come oggi - tutti i bisognosi.
 Il percorso espositivo prosegue attraverso i secoli, inevitabilmente toccando importanti momenti storici come il Basso Medio Evo, che vede la nascita degli Ospedali Maggiori, ma anche l’Illuminismo e la Rivoluzione francese, arrivando fino ai nostri giorni dove, con l’obiettivo della massima funzionalità, la gestione del luogo di cura vede sempre più focalizzare l’attenzione sull’ottimizzazione della struttura ospedaliera sotto ogni aspetto.
 Dopo la macrovisione scandita dalla Mostra, l’esposizione si è conclusa con una finestra sull’importante microrealtà in cui l’Ospedale Villa Salus opera da più di cinquant’anni.
 Insediata in una villa veneta del '700, dimora della famiglia Ivancich-Revedin, Villa Salus è condotta, fin dal secondo dopo guerra, dalla Congregazione delle Suore Mantellate Serve di Maria; comunità religiosa sorta nel 1861 a Treppio, paesino della montagna pistoiese, dedita al servizio dell'istruzione e della cura degli infermi. La Congregazione - approvata nel 1909 da Papa Pio X ed estesasi anche in Nord America e Africa - nel 1951 trasformava la struttura in Casa di Cura, battezzandola "Salus" con l’intento di qualificarla come luogo terapeutico nel senso più completo, sia fisico che psichico.
 Oggi come ieri, è il principio cristiano di sussidiarietà a rimanere il primo fondamento dell’operato dell’Ospedale Villa Salus; un principio essenziale che pone la persona, nella sua piena integrità, al centro del sistema: l’Uomo come attore principale del luogo di cura e, prima ancora, di assistenza.
 La sussidiarietà, quindi, come cardine ed elemento trainante per un modello sanitario umano, convincente, gratificante.